Un pizzico di salute con la curcuma!

Vivacizza il sapore di tanti prodotti BioAppetì: la Tajine con verdure, la Vellutata di lenticchie e zucca, la Paella vegetale… oggi parliamo di una spezia prodigiosa a cui siamo molto affezionati: la Curcuma!

Utilizzata per le sue proprietà medicinali e per conferire colore e sapore alle pietanze, la curcuma, per il suo colore giallo-ocra caldo e intenso, è conosciuta anche come lo Zafferano delle Indie. Con queste parole Marco Polo descrive la curcuma non appena la scopre: «Un frutto che assomiglia allo zafferano; benché non sia alcunché di tale sorta, alla guisa pratica esso è interessante quanto lo zafferano».

La curcuma ama il sole, il caldo e l’umido e regala bei fiori rosa. È una canna della famiglia delle Zingiberacee simile allo zenzero.

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Semi oleosi, piccoli e virtuosi grassi amici

Semi di lino, di papavero, di zucca, di sesamo, di girasole… Minuscoli scrigni custodi di preziose proprietà nutritive (soprattutto minerali ad azione antiossidante) i semi oleosi sono poco utilizzati e conosciuti solo in parte, mentre in passato erano lo spuntino quotidiano dei nostri nonni che li impiegavano anche nella produzione di alcuni prodotti da forno (pane e dolci in primis).

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La zucca, dolce amica della nostra salute!

Quando si parla di zucca è inevitabile pensare ad Halloween e al suo simbolo più tradizionale Jack O’ Lantern, la caratteristica lanterna realizzata svuotando la zucca della sua polpa… Eppure la zucca è un ortaggio prezioso e ricco di proprietà benefiche, in particolare antidiabetiche e antipertensive.

zucca

La zucca è originaria del Messico, appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee e  ne esistono diversi tipi, differenti per forma, fusto, colore e dimensioni del frutto e del seme. Per la botanica, le zucche si dividono in quattro categorie: Cucurbita maxima, Cucurbita moscata, Cucurbita pepo, Cucurbita melanosperma, o più semplicemente zucche da inverno e zucche da zucchini.

Nonostante il suo sapore dolce e gustoso la zucca è un alimento amico delle diete povere di calorie, adatta persino ai diabetici per la scarsità in termini glucidici. Questo ortaggio infatti è efficace nel controllo del metabolismo degli zuccheri, e quindi nel mantenere regolari i livelli di glicemia nel sangue e nel favorire un riequilibrio del peso corporeo. Il suo colore caratteristico è dovuto alla forte presenza del betacarotene: la zucca ne è talmente ricca che basta mangiarne 200 g (cioè una porzione, che ne apporta 1300 mg) per coprire completamente il fabbisogno di questa sostanza. Il betacarotene, che l’organismo trasforma in vitamina A, è un potente antiossidante, in grado di contrastare l’azione ossidativa dei radicali liberi e, quindi, di ridurre le alterazioni delle cellule e l’invecchiamento dei tessuti.

Oltre alla polpa anche i semi di zucca sono preziosi e ricchi di proprietà nutritive: ricchi di proteine (18,7%) e carboidrati (24 %), contengono anche elevate quantità di sali minerali, come zinco e fosforo. I loro principi attivi fondamentali sono le cucurbitine, i deltasteroli, le fitosterine, le globuline vegetali, oltre alle vitamine F ed E. Queste ultime svolgono un’azione protettrice delle membrane cellulari e un’azione antiossidante, soprattutto la vitamina E abbinata al selenio, che nei semi di zucca è ben rappresentato. A tali principi attivi è inoltre riconosciuta un’azione preventiva nei disturbi dell’apparato urinario, sia maschile sia femminile.

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In abbinamento con le lenticchie rosse e impreziosita da coriandolo e curcuma vi offriamo la zucca in una cremosa vellutata già pronta da scaldare… l’ideale per un pasto sostanzioso e corroborante!

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Crucifere, regine dell’inverno

L’inverno è la stagione delle Crucifere, ortaggi ricchi di micronutrienti utili per affrontare il freddo e per sostenere il sistema immunitario durante la stagione rigida. Il nome “crucifere” deriva dalla tipica forma del fiore della pianta, che con i suoi quattro petali ricorda appunto una croce.

Spesso non sono apprezzate molto a tavola, soprattutto dai bambini, probabilmente a causa del loro caratteristico e persistente odore solforato che si sprigiona in cottura, eppure le crucifere sono ortaggi preziosi e ricchi di proprietà curative. Innanzitutto si tratta di una famiglia molto vasta, ne fanno parte infatti: il cavolfiore, il broccolo, cavolo verza, il cavolo cappuccio, cavolo nero, cavolo rosso, cavolo riccio, cavolini di Bruxelles, broccoli, cime di rapa, ma anche la senape, il ravanello e la rucola.

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Bietola rossa: tutto il benessere in una radice!

Rapa rossa, bietola da orto, barbabietola, barba rossa, carota rossa: tutti nomi, perlopiù di derivazione dialettale, per identificare un ortaggio da radice, dall’inconfondibile rosso brillante, gusto dolce apprezzato anche dai bambini e dalle proprietà nutritive terapeutiche!

La sua famiglia è quella delle Chenopodiaceae e il nome scientifico è Beta vulgaris varietà esculenta. L’origine è medio orientale, ma è presente da secoli anche nel continente europeo, sin dai tempi di greci e romani. Fino al XIII secolo la troviamo soprattutto in Germania, dove rappresenta un elemento importante nella dieta contadina. Poi la sua diffusione inizia lentamente a portarla anche in Italia, dove il suo successo è però abbastanza recente. Della bietola rossa per lungo tempo si sono consumate solamente le foglie, mentre adesso è la radice la parte che più frequentemente viene consumata a discapito delle foglie, generalmente scartate.

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Amaranto, il falso cereale dalla storia millenaria

Dopo la quinoa un altro pseudocereale entrato a far parte degli ingredienti BioAppetì è l’amaranto, esotico seme ricco di proteine vegetali che coniuga felicemente gusto e salute.  Pseudocereale perché l’amaranto non appartiene alle Graminacee ma è un seme simile solo nell’aspetto al solito chicco di cereali.

Fonte foto Gardenclub

Fonte foto Gardenclub

Pianta ornamentale originaria dell’America Centrale, con grandi foglie verdi-rossastre e con un’infiorescenza a forma di piccola pannocchia di un colore rosso magenta, l’amaranto era già protagonista delle tavole delle civilità precolombiane. Impiegato per la preparazione di una bevanda molto nutriente e per farne tortillas, grazie alle sue preziose virtù nutritive (ricchezza di proteine, fibre e minerali) veniva considerato alimento sacro.

L’amaranto è ricco di proteine, fino al 16%, le quali hanno un elevato valore biologico poiché, al contrario dei cereali veri e propri, contiene quasi il doppio di lisina, amminoacido essenziale di cui sono carenti quasi tutti gli altri cereali. Ha un elevato contenuto di calcio, di fosforo, di magnesio e di ferro. Grazie inoltre all’elevato contenuto di fibre, ha un effetto positivo sulla digestione e sul ricambio. L’assenza di glutine lo rende adatto alla alimentazione di chi è affetto da celiachia e, data la sua elevata digeribilità, è consigliato per i bambini nel periodo dello svezzamento e per la dieta di anziani e convalescenti.

In cucina, dopo la bollitura, viene utilizzato per la preparazione di minestre e zuppe. Asciutto, dopo la tostatura, per insalate, crocchette e burger vegetali. Dai semi di amaranto, infine, possono essere ottenuti dei germogli da gustare crudi, avendo a propria disposizione un germogliatore. Dall’amaranto viene ricavata anche una farina, utilizzata per preparare prodotti panificati gluten free.

Nella gamma BioAppetì lo potete gustare in tutto il suo sapore rotondo e delicato nella Vellutata amaranto e bietola rossa, ideale per una cena calda e rinfrancante nelle grigie e umide serate autunnali.

Vellutata Amaranto e Bietola Rossa BioAppeti

Vellutata Amaranto e Bietola Rossa BioAppeti

I grassi vegetali nobili: ricchezza nutritiva a tavola

Sicuramente tutti siamo oramai a conoscenza del fatto che i grassi di origine animale sono dannosi per la salute in quanto fonte di colesterolo ed acidi grassi saturi. Per questo BioAppetì da sempre ha sposato la causa 100% vegetale, escludendo dalla sua ingredientistica alimenti come carne, pesce, uova, latte e suoi derivati.

Dal punto di vista nutrizionale tutti i grassi, anche quelli vegetali, sono ad elevato contenuto di calorie (9 kcal/g): per questo motivo bisogna assumerli con parsimonia in quanto responsabili dell’epidemia di malattie cardiovascolari, obesità, diabete ed alcuni tipi di cancro.

Inoltre molti non sanno che anche alcuni grassi vegetali, per l’appunto quelli utilizzati per i prodotti “cotti” o nelle creme spalmabili di varia natura (sia salate che dolci) sono anch’essi dannosi, in quanto ricchi di acidi grassi saturi o di grassi transidrogenati. La transidrogenazione è il processo con cui gli oli vengono trasformati per diventare solidi. Un esempio di questo secondo tipo di grassi nocivi sono le margarine: se l’olio di partenza è un olio “sano”, ad esempio quello di girasole, il prodotto della transidrogenazione non lo è più e nuoce alla salute. Per questo anche oli e grassi di origine vegetale, solo in apparenza innocui, sono in realtà da evitare accuratamente in quanto ad alto contenuto di grassi saturi, quindi dannosi per la salute. Tra questi rientrano sicuramente gli oli “tropicali”: l’olio di palma con il 49% di grassi saturi, l’olio di cuore di palma 82%, l’olio di cocco 87%. Pertanto, i prodotti vegetali la cui etichetta contiene i seguenti ingredienti andranno consumati con particolare moderazione o, ancora meglio, evitati:

  • oli vegetali -non meglio specificati
  • oli vegetali non idrogenati
  • margarina
  • olio di palma o di cuore di palma
  • olio di cocco

Molti oli vegetali, soprattutto quelli estratti da cereali, semi, legumi, hanno invece un ridotto contenuto di grassi saturi: olio di girasole (10%), olio di oliva 13%, olio di sesamo 14%, olio di soia 15%. Per i suoi prodotti BioAppetì ha escluso gli oli tropicali, scegliendo proprio due oli vegetali nobili, rigorosamente da agricoltura biologica: l’olio di semi di girasole e l’olio extravergine di oliva, 

Il fiore di girasole, per la popolazione Inca simbolo di sovranità, contiene dei preziosi semi che costituiscono un’eccellente fonte di acido linoleico, di aiuto per abbassare il colesterolo e per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Contengono inoltre vitamine del gruppo B, vitamina E, vitamina D e minerali tra cui il ferro ed il magnesio, oligoelementi come selenio, fosforo, cobalto, manganese, zinco, e rame, proteine e carboidrati.

L’olivo è stato sempre ritenuto un albero sacro e l’olio estratto dai suoi frutti veniva utilizzato non solo come alimento ma anche a scopo religioso e rituale: gli Egizi lo consideravano un dono degli dei, i Fenici lo diffusero con il loro commercio, definendolo “oro liquido”, i Greci e i Romani lo usavano per scopi medicamentosi e come combustibile nelle lampade votive, gli Ebrei lo adoperavano per “ungere” il loro Re, i Cristiani da sempre lo impiegano nei riti più significativi.  Attraverso la progressiva lavorazione della spremitura si possono ottenere ben quattro tipi di oli alimentari, definiti olio di oliva. Il più pregiato è indubbiamente l’olio extra vergine di oliva: estratto per semplice molitura delle olive e avente un’acidità massima dell’1%. È la prima spremitura a freddo da cui risulta un prodotto qualitativamente migliore e considerato il re della cucina mediterranea. Molto importante per il nostro organismo perché contiene diverse vitamine, la A e la D, e in particolare la E.  Il suo uso abituale riduce la presenza di colesterolo LDL o “colesterolo cattivo” ed aumenta la percentuale di quello “buono” HDL. Diminuisce di circa il 30 % la possibilità di infarto cardiaco e diminuisce la pressione arteriosa. I polifenoli e la vitamina E presenti nell’olio di oliva extravergine, grazie alla loro azione antiossidante, contribuiscono a prevenire l’arteriosclerosi e rallentano l’invecchiamento delle cellule.

Mai abbassare la guardia, anche nell’alimentazione vegetale: il nostro consiglio è quello di scegliere con attenzione i condimenti che utilizziamo in cucina e di consultare scrupolosamente le etichette degli alimenti che portiamo a tavola. Non sempre vegetale è sinonimo di salutare…

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